A occhi aperti


Intervento di Maria Atria e Stefano Rossi

 

a occhi aperti“Che cosa sei venuto a fare fin quassù, Straniero?”
“C’è posto alla tua Scuola, Antico? Mi voglio iscrivere e voglio che mi insegni a contemplare il mondo, a trovare il segreto della Leggerezza”
“Mi fa piacere che tu mi cerchi per questo, Straniero… per tanto tempo le mie lezioni non hanno interessato nessuno, proprio nessuno. C’è stato un tempo in cui mi si derideva pubblicamente, nell’agorà venivo additato come l’inutile sofista, tante le risate alle mie spalle. Nella Commedia quanto successo ebbe poi colui che dileggiava il mio discorso! Sostenevano perfino che fossi un adoratore delle nuvole, tanto affascinanti quanto volubili… e inutili. Quegli zotici al teatro, applausi, applausi e applausi fino a spellarsi le mani… scaraventato nell’agone di un duello che mai avrei voluto, con avversari villani che insultavano la mia Intelligenza”
“So tutto di te Antico, se sono qui è perché non mi resta molto altro… io sono il Moderno, ti conosco e forse ti invidio. Qualcuno diceva di me che nel dare le spalle al futuro andandoci incontro di schiena io lo facessi per guardare bene il Passato, per aver sempre in mente la Storia di un Ieri che insegna il Domani. Invece no! Guardare avanti mi fa paura, mi vengono i brividi lungo la schiena… meglio non girarsi, meglio avere gli occhi rivolti dall’altra parte… tu lo sai forse cos’è lo spread?”
“Ehm, ehm… non intendo con chiarezza il tuo linguaggio, Moderno, ma capisco però una cosa: non te la sei passata tanto bene… cosa ti è successo?”
“Io arrivo dall’epoca dell’Ambiguità, Antico. Avrei voluto attraversare questo mio mondo in consapevole leggerezza, eccome se l’avrei voluto. Il Ministro dell’Ambiguità ha seminato però le più potenti e micidiali delle sue mine… tutte intorno alla Speranza! quelle mine erano le Illusioni. Un po’ tutte uguali, con delle insegne luminose, attraenti e tanto colorate. Ci hanno fatto credere grandi cose, ci hanno fatto promesse, ci hanno detto che ad attenderci ci sarebbe stato il Grande Futuro. Sì, sì, sì… proprio il Grande Futuro!!! È vero, forse bisognava che un po’ ci facessimo fuori tra di noi. Per i deboli e gli sfigati un premio di consolazione, ritenta sarai più fortunato. Alla fine però, per chi aveva voglia di darsi da fare – e magari aveva la fortuna di capirci qualcosa in più degli altri – il grande Futuro era garantito! D’altra parte c’era stato nelle epoche precedenti e ci sarebbe stato anche per noi… mica ci potevano raccontare le balle proprio a noialtri… o no?”
“Che diamine, no… raccontar balle no, la Verità è sempre il miglior cibo per la mente! So bene che i cuori dei Moderni ondeggiano sempre ma di una cosa sono certo: c’è un solo bene, il Sapere, e un solo male, l’Ignoranza. Tu, che cosa non sapevi?”
“Non sapevo chi era il Nemico! Mi han preso in giro, mi han rovinato, mi hanno fottuto, fregato, fregato… mi dicevano di affrettarmi, di fare presto: il gioco volgeva al termine: “Punta sul nero, punta sul rosso, punta di più… il gioco è fatto la posta sei tu”.
“Chi in cuor suo ha deciso di compiere un’azione malvagia non indugia nel farla… e questo è stato il conto da pagare per un lauto banchetto che altri prima di te, o Moderno, hanno consumato senza poi passare alla cassa vero?”
“Proprio così, Antico… capisci ora perché do le spalle al futuro? La mia è paura… non il vezzo, il vanto di un pavone… guardo indietro, guardo al mondo classico come ad un modello, lo invidio, lo desidero e la mia più grande speranza è quella di trarne gli insegnamenti migliori, quegli insegnamenti che la mia epoca ha tradito…”
“Ti capisco meglio Moderno, forse il discorso era seducente ma chi così ti parlava era proprio inattendibile. Vedi però, la vita non è come una partita a dama e una volta giocata non puoi rimettere giù le pedine per giocarla di nuovo anche se ti sei pentito della tua strategia… te lo chiedo ancora: cosa sei venuto a fare fin quassù?”
“Sbagliare è possibile in molti modi ma per aver successo la strada è una sola, questo l’ho capito Antico e a te mi rivolgo affinché tu mi possa aiutare. Le radici profonde della leggerezza le conosco: non è la superficialità che cerco quanto la capacità di planare sulle cose dall’alto e senza macigni sul cuore… questo è ciò che voglio! c’è un posto alla tua Scuola, Antico?”
“Certo che c’è e sarò ben lieto di aiutarti in ciò che mi chiedi. Non esiste un vento propizio per la nave che non sappia qual è la sua rotta e tu, Moderno, hai dimostrato proprio ora di saperlo. Sappi che il viaggio sarà lungo e faticoso ma non devi temere, io non ti mentirò. Ricorda che per il saggio ogni disgrazia è comunque una lezione di vita e, se non desidererai tanto e subito, ogni piccola cosa ti sembrerà grande. Quando poi a fatica avrai conquistato tutto quello che cerchi allora proverai Amore. Muovi il primo passo dentro di te, quella è la strada della ricerca. La cosa più difficile in assoluto è conoscere se stessi, la più facile dare consigli agli altri…”
“Non ti capisco bene Antico, ma mi fido… ti chiedo solo di non mentirmi”
“Non ti mentirò. Ora però sogna. Da sveglio. E spera… andiamo…”

[Maria Atria è insegnante di sostegno alle Scuole Medie]
[Stefano Rossi è psicologo e psicoterapeuta]

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